Un futuro libero da sostanze tossiche: è quello per cui lavorano il Consorzio Italiano Detox e Greenpeace che in chiusura della settimana della moda di Milano e dopo i Green Carpet Fashion Awards, dedicati proprio alla sostenibilità, hanno annunciato l‘impegno Detox di importanti realtà manifatturiere italiane: Candiani Denim, Toscofilati, Tessilfibre e LTA. Queste aziende si aggiungono al gruppo guidato da Confindustria Toscana Nord che per primo, due anni fa, ha aderito alla campagna Detox lanciata da Greenpeace per l’eliminazione, entro il 2020, di sostanze tossiche dal ciclo di produzione tessile.
Da questa esperienza è nato il CID – Consorzio Italiano Implementazione Detox, prima organizzazione a livello mondiale ad aderire al progetto, che oggi con questi nuovi ingressi arriva a contare 34 aziende manifatturiere sparse sul territorio nazionale.
Tutte le aziende della green revolution della moda qui, leggi l’elenco aggiornato a 58 aziende italiane
“Oggi è un’esigenza adeguare il sistema dell’industria moda affinché – dichiara Andrea Cavicchi, presidente del CID – garantisca una tutela dell’uomo e dell’ambiente. Durante la settimana della moda appena conclusa è emersa chiaramente la necessità di andare in questa direzione. Grazie alla collaborazione con Greenpeace, siamo riusciti a dimostrare che una moda più pulita è possibile e che bisogna continuare a lavorare in maniera seria ed efficace in questa direzione”.
Oggi, nel mondo, sono 80, e rappresentano il 15 per cento della produzione mondiale dell’abbigliamento in termini di fatturato, le aziende impegnate per una moda libera da sostanze tossiche. Di queste 60 sono italiane. Tutto bene, dunque? Per Chiara Campione, Head of the Corporate and Consumer Unit, Greenpeace Italia, si può fare di più: “C’è un 85% del settore tessile che non sta facendo abbastanza per eliminare le sostanze chimiche pericolose. Questo è inaccettabile. Come la giornata di oggi dimostra il sistema Detox si può implementare e funziona.
E’ ora però che anche i decisori politici si impegnino affinché Detox diventi uno standard produttivo a cui attenersi”.
Fonte Ansa.it